Pian di Crest, Laghi di Antabia, Laghi della Crosa e Val Calnegia

il lago piccolo d'Antabia e la Capanna Pian di Crest

il lago piccolo d’Antabia e la Capanna Pian di Crest

Il riassunto
Dove:           Pian di Crest m. 2108,  Laghi di Antabia m.2189, Laghi della Crosa m.2153
Quando:       29 e 30  agosto 2015
Da:                San Carlo, m. 938
Dislivello:       m.1250 il primo giorno; + m.400 -m.1800 circa il secondo giorno
Difficoltà:       E – T2 fino ai laghi di Antabia, T3 fino ai laghi della Crosa
Meteo:           sole
Chi c’era:      Ia, Ivan, cosy

Accesso stradale
uscita autostrada per Verbania, percorrere tutta la litoranea e attraversare il confine di stato, superati Brissago e Ascona seguire le indicazioni per Locarno e da qui per Ponte Brolla, Valmaggia; oltrepassati Avegno, Maggia e diversi altri paesi si giunge a Cevio, proseguire fino ad incontrare un bivio, prendere a sinistra per la Val Bavona e proseguire fino al ponte che precede di poco l’abitato di San Carlo.

Il percorso
Prima del ponte, sulla sinistra una palina indicatrice indica la via per Pian di Crest; ci si inoltra subito nel bosco, si superano poco dopo una cappelletta e un paio di baite (Alpe Olmo m.1145) e si continua lungamente e ripidamente nel bosco fino ad una radura con baite ben tenute. Il sentiero continua ripido, giunge nei pressi di una parete di roccia velata da una cascata e la aggira risalendo sulla destra, poi prosegue con pendenza più dolce guadando il torrente che la forma. Ancora un paio di guadi e si giunge a Corte Grande e da qui con pendenze più moderate si arriva a Pian di Crest. Lasciata la capanna sulla destra si risale brevemente per trovare il primo laghetto di Antabia e poco più in alto il secondo, più grande.
Per raggiungere la Bocchetta della Crosa dalla Capanna si sale verso il lago più grande senza però raggiungerlo proseguendo sul sentiero segnalato che porta all’evidente intaglio dopo aver superato un tratto attrezzato con catene; dalla bocchetta si scende verso il vicino laghetto senza nome e seguendo i segnavia si prosegue lungamente su pietraie con leggeri saliscendi fino ad arrivare in vista dei laghi della Crosa, abbassandosi per raggiungerli. Il sentiero passa tra i due laghi e risale su un rilievo da dove comincia la lunga discesa che conduce prima all’Alpe Mött e poi a Gradisc, dove si può osservare un bello Splüi. Da qui in poi il sentiero percorre tratti molto belli tra pareti di roccia e ripide scalinate di pietra, quando la pendenza si addolcisce si attraversa un ponte e si giunge in breve a Calnegia. Dopo il paesino si percorre in piano la Val Calnegia costeggiando il torrente su sentiero  rilassante che porta alle belle case di Puntid, si attraversa lo splendido ponte e si scende verso Foroglio godendo di splendidi scorci sulla grande cascata.
Dai laghi di Antabia a poco prima di Calnegia difficoltà a trovare acqua (tranne quella dei laghi). Itinerario lungo che richiede buon allenamento.

Le impressioni

Mia figlia e mio genero hanno ancora qualche giorno di ferie prima di rientrare al lavoro così cerchiamo di organizzare qualcosa insieme; mille impedimenti sembrano ostacolare quest’escursione, l’ultima insperata “due giorni” di quest’anno, ma alla fine riusciamo a combinare questo bel giro, con la fortuna di prenotare gli ultimi due posti disponibili al Rifugio Pian di Crest, solo due ce ne servono infatti perchè Ivan è decisissimo ad inaugurare la sua nuova leggerissima tenda monoposto. .
L’itinerario previsto prende il via da San Carlo e ci porterà domani a discendere la Val Calnegia con l’arrivo a Foroglio (dove avremmo intenzione di lasciare l’auto per proseguire fino a San Carlo con i mezzi pubblici) ma la partenza da casa è ritardata da diversi contrattempi così raggiungiamo Foroglio quando il postale è ormai partito da 15′ e mancano quasi due ore al passaggio del prossimo…dobbiamo per forza di cose rivedere i piani, proseguendo con l’auto fino all’attacco del sentiero consci che questo ci condizionerà il giorno dopo mettendoci di fronte alla scelta tra l’essere di ritorno a Foroglio entro le 16,37 per la partenza dell’ultima corsa verso San Carlo o farci la strada a piedi, aggiungendo ulteriori 5 km al già lungo percorso previsto. Vedremo cammin facendo, intanto ci addentriamo nel bosco poco prima del ponte che conduce alle abitazioni di San Carlo, accorgendoci subito che una partenza più mattiniera ci avrebbe risparmiato anche un po’ del caldo che oggi è davvero notevole. Il sentiero è ripido ma è una delle tante opere della civiltà montanara che non si può fare a meno di ammirare, costruito con innumerevoli gradini di pietra che lo rendono sicuro per uomini e bestie; poco dopo la partenza oltrepassiamo una cappelletta e un paio di cascine (Alpe Olmo, m.1145), poi continuiamo lungamente fino ad una radura  con qualche baita visibilmente ancora in uso, non siamo riusciti a sapere il nome di questo alpe, forse Muiaröö?( attorno ai 1500 m. di quota),

Alpe attorno ai 1500 m. di quota, in zona Muiaroo

Alpe attorno ai 1500 m. di quota, in zona Muiaröö

ma da qui in poi il sentiero diventa più vario, portandoci nelle vicinanze di una grande bastionata rocciosa  dalla quale scende una cascata

la cascata che aggireremo sulla destra

la cascata che aggireremo sulla destra

e facendocela aggirare sulla destra per salire ancora ed arrivare a guadare il torrente che la forma.
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Proseguiamo per un tratto nel quale con nostro sollievo la pendenza sembra addolcirsi, superiamo un ulteriore guado

uno dei guadi prima di arrivare a Corte Grande si supera su grandi blocchi di cemento

uno dei guadi prima di arrivare a Corte Grande si supera su grandi blocchi di cemento

e dopo aver ripreso a salire cominciamo ad avvistare la croce che segnala l’arrivo a Corte Grande.

Corte Grande

Corte Grande

Qui si rende necessaria una sosta, il grande caldo ci sta affaticando più del previsto e non c’è nessuna necessità di andare di fretta, tanto più che il luogo è bello e la giornata magnifica.

Corte Grande dal sentiero che sale verso Pian di Crest

Corte Grande dal sentiero che sale verso Pian di Crest

Da qui in poi la salita è meno faticosa e ci porta finalmente nel vasto pianoro fiorito di eriofori che si stende sotto la Capanna Pian di Crest;
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la piana è percorsa dal torrente che riluce sotto il sole, la capanna già visibile

Capanna Pian di Crest

Capanna Pian di Crest

è pronta ad accoglierci ma se fosse per me passerei un’infinità di tempo a guardarmi in giro …

sulla sinistra il sentiero dal quale proveniamo

sulla sinistra il sentiero dal quale proveniamo

Percorriamo il sentierino che si snoda a lato del pianoro

quasi alla Capanna

quasi alla Capanna

e con un’ultima breve risalita giungiamo alla Capanna e ci presentiamo ad Andres, il gentilissimo guardiano già indaffarato a preparare la succulenta cena che ci verrà servita la sera…già, questa volta ci concediamo questo lusso anzichè la solita minestra liofilizzata! Dopo aver depositato le nostre cose saliamo ai laghetti di Antabia
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decisi a goderci un rilassante pomeriggio tra pace e meraviglie della natura; Ivan gironzola per cercare il posto adatto alla sua tendina e con calma esploriamo i luoghi, godendoci la giornata perfetta e calda; mentre il sole comincia ad abbassarsi Ivan si concede un veloce tuffo nel laghetto più piccolo, anche Silvia prova ad immergere le gambe ma subito ci ripensa rabbrividendo…
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io cautamente mi limito alle foto. Mentre siamo in ozio vediamo profilarsi alla Bocchetta della Crosa le sagome di una comitiva di escursionisti, che rapidamente raggiungono le sponde del laghetto, si liberano di zaini e vestiti e si fiondano nell’acqua gelida, nudi e allegri come forse si riusciva ad essere solo nell’Eden…
Ci avviamo verso la capanna quando si avvicina l’ora di cena, prima però Ivan prepara la sua tendina gialla proprio in riva al lago,
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in un posto che alla fine si rivelerà scomodissimo perchè non del tutto pianeggiante.
Il rifugio è affollatissimo e la cena ricca e abbondante, ci sono i bis, i tris e anche qualcosa in più,  riesce a placare anche il  leggendario appetito di Ivan! Ci troviamo al tavolo con gli unici altri ospiti che parlano italiano, tre giovani ticinesi coi quali scambiamo qualche parola prima di prepararci per la notte; salutiamo Ivan che si allontana ala volta del lago e ci corichiamo mentre nell’aria salgono i canti delle comitive di lingua tedesca. Durante la notte un giretto sul prato fuori dalla capanna mi permette di vedere una luna magnifica che illumina le cime e i prati circostanti, spettacolo indimenticabile.
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La mattina, dopo aver potuto apprezzare una meravigliosa luce rosata che pian piano si impadroniva  delle cime,

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alba alla Capanna Pian di Crest

aspettiamo Ivan dopo la colazione e chiacchieriamo a lungo con il custode, che mi toglie ogni illusione sulla possibilità di trovare il libro di Aldo e Nora Cattaneo sui sentieri della Val Bavona: mi dice infatti che anche lui ne è in cerca da anni e addirittura si è rivolto senza successo a diverse liberie antiquarie…peccato, possiamo solo sperare in una ristampa!
Ivan non si vede perciò ci congediamo da Andres e saliamo al laghetto per raggiungerlo, davanti a noi l’evidente intaglio della Bocchetta della Crosa (m. 2480) verso la quale ci dirigeremo tra poco

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Bocchetta della Crosa

Mia figlia in realtà è un po’ preoccupata perchè teme sia successo qualche guaio…invece Ivan sta benone, solo che la notte ha dormito poco per la scomodità e si è addormentato con l’arrivo del mattino, così la tenda è ancora da smontare.
Riusciamo infine a partire  parecchio in ritardo sull’orario previsto, ma il tratto di salita dopo i laghi pur se ripido è piuttosto breve, con l’unico passaggio “delicato” facilitato dalla presenza di catene.

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Silvia risale verso la Bocchetta incoraggiata da un gentile signore che è stato ospite della Capanna

Il panorama dalla Bocchetta è di una meraviglia da lasciare senza parole: da un lato vediamo risplendere i laghetti d’Antabia
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e dall’ altro un grande anfiteatro di cime e un primo laghetto senza nome ma non senza bellezza.
La discesa verso questo primo laghetto è ripida, dopo un primo tratto su sentiero, forse distratti dall’apparizione di uno dei laghi della Crosa (il più piccolo)
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perdiamo le tracce e ci destreggiamo su una pietraia
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fino a raggiungerne le sponde: è un bel posto,
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ma gli dedichiamo molto meno tempo di quanto meriterebbe perchè siamo vincolati all’orario del postale per tornare a San Carlo a riprendere l’auto…ci ripromettiamo di fermarci un pochino all’altezza dei laghi della Crosa, cosa che poi non faremo per lo stesso problema di orari di rientro. Il sentiero prosegue su pietraia, terreno che rallenta Silvia che non si sente a suo agio, e compie un lungo giro con leggeri saliscendi tra scenari magnifici,
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la giornata è di quelle perfette ma lo stesso mi sento in colpa perchè ho scelto un itinerario troppo lungo per mia figlia che appare un po’ preoccupata quando ammetto che manca ancora molta, molta strada da fare prima di arrivare a Foroglio…la vista dei laghi la rincuora un po’, sono talmente belli che nessun malumore può resistere,
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inoltre ha la fortuna di vedere un ermellino tra le pietre tra i due laghi e questo rimpolpa l’entusiasmo che andava affievolendosi. Proprio sopra il lago più piccolo, profondamente blu, risalta una baita in perfetto stato dove ci sono delle persone..ma che fortuna poter alloggiare in questo posto incantato! Una volta a casa scoprirò che si tratta del rifugio privato degli Amici della Crosa…serve dire che mi piacerebbe tantissimo poterci pernottare? Indagheremo, scopriremo, e se possibile lo faremo!
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Ci concediamo una piccola pausa sul panoramico rilievo che incontriamo appena superati i laghi,
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poi iniziamo la lunga discesa verso la Val Calnegia, incontrando prima Mött( m. 2100)
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e poi Gradisc (m.1703), collocata in un ampio pascolo dove si nota anche un grande Splüi.
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Da qui in poi la discesa è molto più ripida ma resa indimenticabile dalle particolarità del sentiero che passa vicino a cascate e costeggia impressionanti pareti di roccia. Quando la pendenza si addolcisce attraversiamo un ponte e dolcemente arriviamo a Calnegia (m.1108):

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Calnegia

qui si aggirano diverse persone, le baite sono tutte in ordine e gli splüi non si contano tanto sono numerosi.
Procediamo lungamente sul fondovalle su piacevole sentiero, praticamente costeggiando il torrente, con mio rammarico dobbiamo tralasciare la prevista deviazione per visitare Gerra perchè sta diventando tardi,

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Gerra, purtroppo solo vista da lontano

inoltre mia figlia  ha iniziato ad accusare problemi ad un ginocchio che non le permettono di procedere velocemente…vorrei davvero poter gustare con calma tutta la bellezza che mi circonda ma il tempo stringe e quando arriviamo a Puntid (m.890) dedico solo un paio di fotografie allo stupendo ponte in pietra a schiena d’asino

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Puntid

e mi rendo conto che non arriveremo mai in tempo per l’ultima corsa del postale, così lascio che Ivan e Ia proseguano all’andatura che il ginocchio dolente permette e comincio a scendere da sola a gran velocità verso Foroglio; il sentiero è bello e comodo e mi permette di andare davvero veloce, ho addirittura un immodesto pensiero di autocompiacimento “però, guarda la vecchia carretta come fila ancora!” senza accorgermi che intanto le ginocchia sogghignano perfidamente studiando come farmi pagare questa corsa nelle settimane successive….ma io ancora non lo so e raggiungo Foroglio( m.697)

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Foroglio

e la fermata  appena un paio di minuti prima dell’arrivo del postale. La risalita verso San Carlo mi regala una piacevole chiacchierata con uno dei ragazzi ticinesi già incontrato in capanna  e l’autista, una giovane signora appassionata di montagna: si parla di sentieri , di capanne, dell’Alta Via della Val Maggia, di alpeggi, insomma tutte i succulenti discorsi cari a chi va per montagne. Recuperata l’auto rientro a Foroglio per prelevare Ivan e Silvia e avviarci sulla lunga strada verso casa; un giro bellissimo da ripetere con più tempo a disposizione per la scoperta della Val Calnegia, magari riuscendo a sapere se è possibile pernottare al Rifugio dei Laghi della Crosa.